Il Labrador Retriever è molto più di un semplice colore. In questa guida esploriamo la storia, la genetica e le verità nascoste dietro ai mantelli nero, giallo e chocolate, sfatando i miti di marketing che minacciano la razza.
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Il Labrador Retriever è stabilmente sul podio delle razze più amate al mondo, e non è difficile capire il perché. Affidabile, equilibrato, instancabile lavoratore e compagno di vita impareggiabile. Tuttavia, c'è un dettaglio estetico che spesso confonde i futuri proprietari e scatena dibattiti infiniti al parco cani: i colori del Labrador Retriever.
Spesso sento dire: "Voglio quello nero perché è più calmo" oppure "Il miele è più adatto ai bambini". Fermiamoci subito. Il colore non cambia il carattere del cane. Cambia solo quanto spesso qualcuno ti fermerà per strada per dirti la sua opinione non richiesta.
Come allevatori professionisti, impegnati nella selezione etica presso Allevamento Dream Dog, il nostro dovere è fare chiarezza. Esistono solo tre colori ufficialmente riconosciuti dallo standard FCI (Fédération Cynologique Internationale):
Tutto il resto? Spesso è fantasia commerciale, marketing spregiudicato o, peggio, incroci spacciati per rarità. Vediamo di fare ordine.
Il Labrador nero non è solo un colore, è la storia di questa razza. I primi esemplari importati in Inghilterra dall'isola di Terranova all'inizio del XIX secolo erano quasi esclusivamente neri. Per decenni, nella mentalità dei puristi e dei cacciatori, il Labrador era nero.
Perché il nero è stato il re indiscusso? La ragione è duplice: genetica e pratica. Geneticamente, il nero è dominante. Questo significa che statisticamente è più facile ottenere cuccioli neri. Dal punto di vista pratico, i cacciatori preferivano il mantello scuro perché meno visibile durante gli appostamenti notturni o nel sottobosco denso.
Per anni, i cuccioli nati con mantello giallo venivano considerati errori della natura, spesso scartati dalla riproduzione. Una pratica che oggi ci fa orrore, ma che spiega perché il nero sia ancora così diffuso nelle linee da lavoro (Field Trial).
Mito da sfatare: "Il nero è più testardo o aggressivo".
Il Labrador giallo è il risultato di una recessività genetica affascinante. I primi esemplari gialli registrati ufficialmente apparvero solo alla fine dell'800. Inizialmente guardati con sospetto, oggi sono forse la variante più iconica nell'immaginario collettivo, grazie anche al cinema e alla pubblicità.
Lo standard è molto chiaro: il giallo non è un colore unico. Può variare notevolmente e include diverse tonalità che spesso confondono i neofiti:
È fondamentale capire che un Labrador Red Fox è geneticamente un Labrador giallo. Non è una razza a parte, né un colore "speciale" che giustifichi prezzi esorbitanti, se non per la rarità di trovare linee di sangue che portano questa pigmentazione intensa.
Mito da sfatare: "Il giallo è più buono e pigro".
Il Labrador Chocolate (o Liver) è l'ultimo arrivato in termini di popolarità di massa. Per decenni è stato considerato il "brutto anatroccolo", meno nobile dei fratelli neri e gialli. Oggi la situazione si è ribaltata: la richiesta di cuccioli cioccolato è altissima.
Questa popolarità improvvisa ha creato un problema serio per l'allevamento Labrador Retriever. Molti "cucciolatori" improvvisati hanno iniziato ad accoppiare cani solo per ottenere il colore marrone, ignorando salute e morfologia.
Uno studio del programma VetCompass nel Regno Unito, condotto su oltre 33.000 cani, ha suggerito che i Labrador Chocolate potrebbero avere un'aspettativa di vita leggermente inferiore e una maggiore incidenza di problemi dermatologici e otiti.
Attenzione però: non è il pigmento marrone a causare malattie. Il problema è la selezione ristretta (inbreeding). Essendo il gene cioccolato recessivo, per ottenerlo bisogna accoppiare due portatori. Se si restringe troppo il pool genetico solo per cercare il colore, si fissano anche difetti genetici. Ecco perché scegliere un allevatore serio è vitale: noi selezioniamo la salute prima del colore.
Mito da sfatare: "Il cioccolato è più pazzo".
Non serve una laurea in biologia, ma capire le basi della genetica colori Labrador ti aiuterà a non farti ingannare. Il colore è determinato principalmente da due geni (Loci):
Questo spiega perché da due genitori neri può nascere una cucciolata mista (neri, gialli e cioccolato), mentre da due genitori gialli nasceranno solo ed esclusivamente cuccioli gialli.
Qui il nostro "ringhio" si fa serio. Se navighi online, potresti imbatterti in Labrador Silver (argento), "Charcoal" o "Champagne". Spesso venduti a prezzi doppi o tripli rispetto a un cucciolo standard.
Questi colori non esistono nel patrimonio genetico originale. Sono dati dal gene "dilute" (d), probabilmente introdotto tramite incroci non dichiarati con razze come il Weimaraner. Oltre a non essere riconosciuti da ENCI o FCI, questi cani sono spesso soggetti all'Alopecia da Diluizione del Colore (CDA), una patologia che causa perdita di pelo e infezioni croniche.
Scegliere il colore che più ti piace è legittimo. Ma ti diamo un consiglio da professionisti del settore: scegli prima l'allevatore, poi il cucciolo, e solo alla fine il colore.
Un buon allevatore Labrador ti dirà quale cucciolo ha il temperamento perfetto per il tuo stile di vita, indipendentemente dal fatto che sia nero, giallo o cioccolato. Un vero cane da sogno deve essere sano, equilibrato e tipico. Il mantello è solo l'ultimo dettaglio; la sostanza è ciò che conta davvero.
Se vuoi un compagno di vita selezionato con etica e competenza, che sia un maestoso Labrador, un potente American Bully XXL o un affidabile Staffordshire Bull Terrier, sei nel posto giusto.
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